Salute: Conficoni (Pd), su casa comunità di Sacile nessuna risposta e rivendicazioni fuori luogo

Pubblicato il giovedì 05 Feb 2026

Trieste, 05.02.26 – «Preoccupazioni e denunce sulla falsa partenza della Casa della comunità di Sacile pare non abbiamo minimamente scalfito l’assessore alla Salute, Riccardi che non ha risposto alla domanda sullo slittamento dei lavori, senza fare alcuna chiarezza sui tempi di realizzazione della nuova struttura che dovrà ospitare il servizio. Anzi ne ha rivendicato l’apertura nei vecchi padiglioni, come se non avesse alcuna rilevanza che fino a ora la sala d’attesa è rimasta deserta per la colposa assenza di informazioni sulle prestazioni erogate. L’amara verità è che, diversamente da quello che sostiene la Giunta, l’obiettivo di potenziare la sanità territoriale non è ancora stato raggiunto a causa di un evidente deficit di programmazione». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) replicando alla risposta dell’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi all’interrogazione attraverso la quale chiedeva di fare chiarezza sulla situazione della Casa della comunità di Sacile.

«Il servizio – ricorda Conficoni – è stato attivato negli spazi una volta occupati dal pronto soccorso e proprio per questo la sua apertura doveva essere preparata per tempo. Invece non solo il personale è stato reclutato all’ultimo momento, con la proroga di un appalto esterno fino al prossimo 30 marzo, ma i cittadini non sono nemmeno stati edotti su quali prestazioni vengono offerte. La conseguenza è stata che diversi pazienti, disorientati, preferiscono andare in Veneto oppure a Pordenone». Inoltre, continua il consigliere dem, «invece di fare polemiche politiche che non gli competono, il direttore generale dell’Asfo, Tonutti, avrebbe fatto meglio a veicolare un volantino». L’impressione, secondo Conficoni è che «si navighi a vista. A oggi purtroppo l’unica novità di cui sono certi i sacilesi è la soppressione del punto di primo intervento. È paradossale che la riforma della sanità territoriale finalizzata a diminuire gli accessi impropri ai pronto soccorso, finora nella destra Tagliamento abbia appesantito quello di Pordenone». I residenti nel distretto del Livenza, aggiunge ancora Conficoni, «percepiscono un peggioramento, anche perché otto anni dopo l’insediamento del presidente Fedriga l’impegno a potenziare la sanità di prossimità rimane una promessa tradita. Con i lavori di ristrutturazione dei vecchi padiglioni finanziati da Serracchiani ancora da terminare, l’automedica tolta durante il covid e la Medicina dello sport ridimensionata non può che restare delusione e insoddisfazione unitamente all’incertezza su quando saranno disponibili i posti letto aggiuntivi dell’ospedale di comunità».

[immagine da fotogramma servizio Rai TGR]

Ne parlano

Redazione

Ne parlano

Redazione
Redazione