RELAZIONE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE, IL CONTROLLO E LA VALUTAZIONE
(Relatore Pozzo)
Sulla RELAZIONE PREVISTA DALL’ARTICOLO 42 (CLAUSOLA VALUTATIVA) DELLA LEGGE REGIONALE 10 DICEMBRE 2021, N. 22 (DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICHE DELLA FAMIGLIA, DI PROMOZIONE DELL’AUTONOMIA DEI GIOVANI E DELLE PARI OPPORTUNITÀ)
Il Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione, ai sensi dell’articolo 138 quinquies del Regolamento interno che stabilisce che il Comitato esamini i contenuti delle relazioni informative pervenute in attuazione di clausole valutative e ne riferisca all’Assemblea, nella seduta del 4 novembre 2025, ha esaminato la Relazione prevista dall’articolo 42 (Clausola valutativa) della legge regionale 10 dicembre 2021, n. 22 (Disposizioni in materia di politiche della famiglia, di promozione dell’autonomia dei giovani e delle pari opportunità), presentata alla Presidenza del Consiglio regionale il 17 luglio 2025.
Si tratta della prima relazione presentata ai sensi della clausola valutativa e i dati contenuti sono aggiornati al 2024.
Con la LR 22/2021 la Regione ha deciso di adottare un nuovo approccio alle politiche familiari, di tipo integrato, comprendendo così tutti gli aspetti dell’esperienza famiglia: lavoro, relazioni, dimensione personale, relazioni sociali, economia, innovazione.
A queste politiche è stata data stabilità e multidimensionalità, con azioni e interventi disciplinati direttamente dalla LR 22/2021 e da ulteriori misure, approvate nel corso di leggi finanziarie o di assestamento, che sono state poi messe a regime, incrementate o implementate con la nuova LR 14/2025 (Disposizioni in materia di innovazione sociale per lo sviluppo e l’attrattività del territorio regionale).
L’obiettivo della norma era quello di andare a disegnare tutto il sistema integrato delle politiche familiari.
È stata tra l’altro promossa la costituzione di una “rete famiglia”, sulla base di quanto già fatto dalla Provincia autonoma di Trento con la certificazione territoriale “Comune amico della famiglia”, aperta a tutte le pubbliche amministrazioni, agli enti del Terzo settore e ai soggetti privati, per mettere a sistema e diffondere le politiche e le misure più virtuose, aderendo alle reti nazionali e internazionali di valorizzazione delle politiche familiari.
La Regione, in collaborazione con Trento, ha predisposto nel 2023 una formazione ad hoc, articolata in due edizioni, rivolta a Comuni ed enti del Terzo Settore, per accompagnare i Comuni interessati alla certificazione e formare la figura del Municipality Family Manger, che ha il compito di dare supporto al Comune per acquisire la certificazione. 27 Comuni hanno partecipato ai percorsi formativi, 12 hanno aderito al Network Nazionale Family in Italia e due hanno avviato l’iter per la certificazione.
Dalla Relazione emerge che nel marzo 2024 è stato istituito il Tavolo regionale per le politiche familiari, con funzioni di consultazione e confronto, per promuovere la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti nella definizione delle politiche regionali per la famiglia, i giovani e le pari opportunità. Si è riunito due volte nel 2024, avviando un confronto che sta proseguendo sul programma triennale delle politiche per la famiglia.
Per quanto riguarda gli Infopoint e Centri per la Famiglia, sulla base dell’esperienza maturata, la Regione ha deciso di verificare la fattibilità di realizzare Centri per la famiglia, che servono per rendere migliore e più facile l’accesso delle famiglie alle informazioni su servizi, prestazioni, opportunità offerte dalle politiche nazionali, regionali e dal territorio, secondo un modello di hub e spoke, individuando, da un lato, un luogo fisico in un determinato Comune, e, dall’altro, realizzando interventi diffusi nei Comuni limitrofi dell’ambito territoriale sociale. Per questo le risorse statali 2023 sono state indirizzate ai Centri per la famiglia, destinando le stesse ai SSC che hanno manifestato interesse alla loro istituzione sulla base dei bisogni del proprio territorio.
Oggi ci sono 6 Centri per la famiglia collocati presso gli Ambiti territoriali sociali di Sile‐ Meduna, Noncello, Triestino, Livenza Cansiglio Cavallo e Carnia. Questi Centri rappresentano punti di riferimento per aggregazione, supporto e informazione a favore delle famiglie.
Per quanto riguarda le misure a favore dei progetti di vita delle famiglie, nel triennio preso in considerazione da questa Relazione sono state attuate le misure Carta Famiglia, Convenzioni non onerose, Dote Famiglia, Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, Previdenza complementare e Progetti degli enti del Terzo Settore.
Per la valorizzazione del sistema di servizi del territorio per le famiglie non ci sono dati relativi alle iniziative attuate in quanto, allo stato attuale, non si dispone di un sistema di analisi e monitoraggio idoneo. Inoltre non è ancora operativo il Fondo di garanzia per il microcredito, è attivo un tavolo di lavoro tra varie direzioni per valutare i modelli di intervento di finanza sociale.
I dati sulla Carta famiglia risultano in costante crescita, con un numero di domande passate dalle 24.047 nel 2021 a 44.586 nel 2024, con 79.838 minori coinvolti in quest’ultimo anno.
Le principali difficoltà riscontrate sono legate alla digitalizzazione della misura e all’uso dello SPID o CIE per accedere al Front end da parte degli utenti. È stato predisposto un video tutorial e una presentazione da sfogliare, che illustrano i passaggi necessari per completare la domanda. Inoltre il servizio offerto dal Numero unico per le famiglie ha supportato l’utenza con informazioni varie.
Per quanto riguarda le domande di Dote Famiglia, sono passate dalle 27.743 del 2022 alle 35.535 del 2024, con importi che nel corso del tempo sono stati differenziati. Nel 2025 vi è stato un ampliamento delle risorse anche con la presenza di una cifra non rendicontabile (forfettaria) per venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie.
Per quanto riguarda le criticità, si è visto che le famiglie non presentavano domanda di contributo per i primi mesi dell’anno perché le spese per le attività oggetto di rimborso venivano sostenute da maggio in poi. È stato quindi deciso di posticipare la data di presentazione delle domande, dando la possibilità di presentare domanda a partire dal 1° di aprile e non più dal 1° di gennaio. Inoltre, si è deciso di rendere mensili i trasferimenti per il fabbisogno per consentire alle famiglie di ricevere in tempi brevi il rimborso della Dote.
Per tutte le misure dedicate ai minori, sia all’interno della LR 22/2021 che in altre norme, vi è stato un intervento di armonizzazione dell’ISEE che è stato innalzato a 35.000 euro.
Un altro dato riguarda il contributo di previdenza complementare per figli minori fino alla maggiore età, attivato nel 2023, con un incremento sostanziale delle domande che sono passate dalle 228 ammesse nel 2023 (con un totale di 344 minori beneficiari) alle 733 domande nel 2024 (con 1.162 minori beneficiari).
Tra le criticità riscontrate in questi primi 2 anni, c’è la difficoltà ad individuare il corretto numero COVIP del fondo di previdenza complementare e il caricamento della giusta documentazione da parte degli utenti.
Uno degli aspetti che caratterizza la norma è anche la valorizzazione della sussidiarietà orizzontale e dei soggetti del terzo settore, che sono attori fondamentali nelle varie linee di intervento, in particolare nel supporto delle famiglie con centri estivi e doposcuola. Lo stanziamento sia per il 2023 che per il 2024 è stato di 1 milione di euro.
Tra le criticità emerse ci sono stati dubbi interpretativi su certi punti del modello della domanda e su come redigere gli allegati. Pertanto si procederà a esplicitare in maniera più semplificata quanto richiesto nel modello della domanda.
Per quanto riguarda il Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, conosciuto come Sistema integrato Zerosei, i dati indicano che i servizi sono stati incrementati sia per quanto riguarda la capacità ricettiva sia per la loro distribuzione sul territorio: nel 2024 vi è stato un tasso di copertura del 43%, arrivato al 45% nel 2025 (obiettivo per il 2030 fissato dall’Unione europea) e si sta lavorando su ulteriori 1.200 posti.
Il Fondo per l’abbattimento delle rette degli asili nido ammonta nel triennio di riferimento (anni educativi 21/22, 22/23 e 23/24) a 74 milioni di euro; il Fondo per il contenimento delle rette degli asili nido è stato pari a 24 milioni di euro; l’accompagnamento delle Sezioni Primavera a 3,3 milioni; il concorso ai servizi di educazione scolastica delle scuole non statali 6 milioni di euro, per un totale complessivo delle risorse impegnate nel triennio di riferimento di 107 milioni di euro, a cui vanno sommati anche 8 milioni di risorse del Fondo Sociale Europeo e 18,4 milioni di risorse del Fondo nazionale assegnate dallo Stato.
Per il Piano di azione nazionale 2021‐2023 ‐ Coordinamenti pedagogici e formazione continua, la Regione ha scelto di non frammentare le risorse che sono state ripartite, per il triennio 2021‐2023, a 18 raggruppamenti di Comuni, che coincidono con gli ambiti del servizio sociale dei comuni, coordinati da un Comune con funzioni di “capofila”, scegliendo quindi una configurazione territoriale nota e di consolidata abitudine al lavoro di rete e alla cooperazione inter‐istituzionale. E in collaborazione con COMPA FVG ‐ Fondazione di ANCI FVG ha elaborato un primo piano di lavoro per gli anni 2023 e 2024, per supportare e accompagnare i 18 Comuni capofila nella predisposizione dei primi necessari strumenti amministrativi per la creazione della rete associativa dei Comuni all’interno del proprio ambito territoriale, nell’istituzione e attivazione dei coordinamenti pedagogici territoriali, e nella realizzazione dei percorsi formativi per il personale educativo.
In questo primo biennio sono stati realizzati importanti risultati, ma dal monitoraggio effettuato il 31 agosto 2024 risulta che c’è ancora molto da fare. Il 63% delle risorse 2021 sono state impegnate da 14 Comuni capofila. Solo 4 Comuni non hanno ancora effettuato alcun impegno. 14 Comuni capofila hanno costituito il coordinamento pedagogico territoriale e 15 hanno già individuato la figura del coordinatore pedagogico territoriale. 8 Comuni non hanno ancora programmato percorsi formativi, mentre su 10 Comuni che dichiarano di aver programmato attività formative 4 ne hanno già realizzate e concluse alcune.
Per quanto riguarda l’autonomia e i progetti di vita dei giovani, gli interventi previsti sono Dote finanziaria per l’autonomia dei giovani, interventi in ambito educativo e di promozione della salute, tirocini estivi per gli studenti, Attivagiovani, Centri di aggregazione giovanile e Informagiovani e Eurodesk.
Per la Dote finanziaria per l’autonomia dei giovani nel 2024, primo anno di applicazione, sono state ammesse 65 domande.
Per gli interventi in ambito educativo e di promozione della salute, la misura consiste in contributi a sollievo delle spese sostenute dai soggetti proponenti (soggetti pubblici, istituzioni scolastiche, associazioni giovanili, soggetti gestori di centri di aggregazione giovanili ed enti del Terzo settore) per realizzare gli interventi. La Regione in questo triennio non ha attivato questa misura con avvisi autonomi e risorse proprie. Ha però usato questa previsione per attuare un progetto finanziato con le risorse assegnate dal Fondo Nazionale Politiche Giovanili, e con anche fondi regionali per promuovere e sostenere progetti educativi e ricreativi dei centri di aggregazione giovanile. Sono stati finanziati 27 progetti (tutti realizzati) di gestori di Centri di aggregazione giovanile, di cui 9 enti del Terzo Settore, 15 Comuni, 3 parrocchie, con un coinvolgimento stimato di circa 3.006 giovani.
Tra le criticità segnalate, la necessità di costruire una rete territoriale a supporto dei Centri di Aggregazione Giovanile, anche coinvolgendo le agenzie educative del territorio.
Per i tirocini estivi per gli studenti l’andamento delle richieste pervenute è stato variabile, nel 2022 e nel 2023 c’è stato un incremento annuale rispettivamente di n. 38 e n. 78 tirocini attivati in più rispetto agli anni precedenti (nel 2021 i tirocini avviati sono stati n. 297), mentre nel 2024 si è verificato un leggero decremento (335 nel 2022, 413 nel 2023 e 363 nel 2024). Tra le criticità è stato chiesto di snellire e informatizzare le procedure di attivazione dei tirocini estivi per agevolare tutti nella compilazione della modulistica.
Il progetto AttivaGiovani, finalizzato all’inclusione e il reinserimento dei giovani dal punto di vista occupazionale, è stato finanziato tramite il Fondo Sociale Europeo con 3,5 milioni di euro.
Nel periodo 2020/2023 è stata finanziato con fondi del Fondo Sociale Europeo, nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2014/2020, attraverso il Programma specifico 67/17. Il programma è stato rilanciato anche per la programmazione del Fondo Sociale Europeo + per il periodo 2023/2026 (PS 33/23).
Nel periodo agosto 2020 ‐ giugno 2023 i percorsi realizzati sono stati n. 42, per un totale di 13.757 ore di attività realizzate. Sono stati coinvolti in totale 805 utenti (di cui 442 utenti maschi e 363 femmine).
Per i centri di aggregazione giovanile, attualmente ci sono sul territorio 106 Centri di aggregazione giovanile e 166 tra oratori, ricreatori e parrocchie che ospitano attività di aggregazione giovanile.
Per Informagiovani e punti locali aderenti alla rete Eurodesk sono stanziati 40 mila euro sia nel 2023 che nel 2024. I beneficiari nel biennio sono 8 Enti locali e 1 Ente privato senza fine di lucro, distribuiti tra Gorizia, Spilimbergo, Sacile, Pordenone, San Vito al Tagliamento, Trieste, Gemona, Tolmezzo, Udine.
Per quanto riguarda la promozione della parità di genere e delle pari opportunità, nel triennio preso in esame è stata data attuazione alle politiche di conciliazione e di condivisione delle responsabilità per favorire l’equilibrio tra attività lavorativa e vita privata e familiare per donne e uomini e alle iniziative per la diffusione della cultura e dei valori di uguaglianza tra i generi.
In merito alle politiche di conciliazione SI.CON.TE., sono stati aperti nuovi sportelli e stabilizzati e riorganizzati quelli già esistenti, implementando il numero di operatori: nel triennio si è passati dai 1.569 accessi da parte delle famiglie nel 2022 ai 2.643 del 2024.
Si riscontrano alcune criticità: una riduzione dell’offerta di lavoro in ambito domestico a fronte di una crescente domanda da parte delle famiglie, lavoro non qualificato e scarso riconoscimento della figura professionale e delle competenze necessarie per svolgere la mansione, target di lavoratori fragili (donne, straniere, over 55), lavoro povero ed economicamente poco sostenibile per le famiglie e lavoro sommerso.
La Regione ha messo in atto diverse iniziative in tal senso, tra cui apertura nuovi sportelli in zone periferiche, collaborazione con i Centri per l’impiego per lavoratori provenienti da altri settori produttivi, creazione del profilo professionale di assistente familiare domiciliare, creazione del profilo di Babysitter, costruzione del corso di qualifica regionale per Assistente familiare domiciliare e di sette corsi di upskilling dedicati all’aggiornamento e miglioramento delle competenze in materia di domiciliarità delle cure, laboratori informativi e di orientamento rivolti a lavoratori, famiglie e datori di lavoro.
Per quanto riguarda i progetti e le iniziative speciali volte a promuovere la cultura della parità di genere e/o a ridurre situazioni di svantaggio e rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale, nel biennio 2022‐2023 sono state stanziati 579.930,00 euro (300.000,00 euro per il 2022 e 279.930,00 euro per il 2023). Per l’anno 2024 è stato previsto uno stanziamento di 300.000,00 euro. Si è riscontrato un aumento delle domande tra il 2022 e il 2023 che sono passate da 73 a 84. Ancora maggiore è l’impatto che si è registrato rispetto ai Comuni nei quali si sono svolte le iniziative. Se nel 2022 erano 76, nel 2023 sono stati 91 (nel 2021 i Comuni richiedenti e beneficiari erano stati 65 e quelli interessati dalle iniziative erano stati 68). Quindi c’è stato un aumento delle domande di contributo e un maggior numero di Comuni interessati dalle iniziative organizzati.
Tra le criticità riscontrate, è stata richiesta la possibilità di organizzare iniziative di sensibilizzazione anche in periodi diversi dal 25 novembre, per poter svolgere eventi durante tutto l’anno.
Per quanto riguarda le famiglie vulnerabili, fin dal 2011 la Regione ha aderito al Programma nazionale di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.) che svolge un lavoro di prevenzione e sostegno a favore delle famiglie vulnerabili per contrastare l’esclusione sociale dei minorenni e delle loro famiglie. La Regione sostiene anche le gestanti in situazione di disagio socio‐economico. L’intervento economico è stato concesso da tutti i Servizi sociali dei Comuni, per un importo pari a euro 80.000,00 per il 2023 e per un importo pari a euro 852.500,00 per il 2024.
Per quanto riguarda il sostegno alle adozioni sia nazionali che internazionali e all’affidamento familiare dei minori allontanati dalle famiglie d’origine, negli anni 2022, 2023 e 2024 sono stati trasferiti agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) complessivi euro 600.000,00 per ogni annualità.
Inoltre, anche per il 2025, in continuità con gli anni precedenti, è stato trasferito agli ATS un finanziamento di euro 600.000,00 per sostenere i percorsi verso l’autonomia dei neomaggiorenni fragili in continuità con la sperimentazione nazionale “Care Leavers” finanziata da una quota del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale (Fondo povertà), attivata a partire dal 2018.
Agli ATS sono stati erogati complessivamente euro 400.000,00 per ogni annualità per quanto riguarda il sostegno al genitore affidatario del figlio minore, nei casi di mancata corresponsione, da parte del genitore obbligato, delle somme destinate al mantenimento del minore.
Esprimiamo quindi apprezzamento per il lavoro svolto, soprattutto per tre misure che riteniamo molto importanti: la Dote Famiglia, con l’innalzamento dell’ISEE e la copertura, anche grazie a risorse maggiori, di un numero più alto di istanze, la previdenza complementare, per la quale c’è una crescita significativa tra il 2023 e il 2024, e il Fondo di abbattimento delle rette, strumento fondamentale di supporto per molte famiglie, con un incremento di domande accolte e di risorse finanziarie stanziate.
MASSIMILIANO POZZO
Presentata alla Presidenza il 26/01/2026
4398 - POZ relazione Comitato LCV LR 22-2021 politiche della famiglia





