Sanità: Conficoni (Pd), attivare corso di laurea in assistenza sanitaria

Riproporremo in Consiglio la questione con un odg al prossimo assestamento

TRIESTE 19.10.20 «Tra le questioni irrisolte nella sanità c'è quella della formazione degli assistenti sanitari, che nella nostra Regione sono la metà della media nazionale. Un tema sottovalutato e lasciato a secco in occasione dell'assestamento di bilancio estivo, nonostante la richiesta della categoria portata in aula con un nostro emendamento, che ora, con il riacutizzarsi della pandemia, si ripropone insieme alla necessità di rafforzare i dipartimenti di prevenzione». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, componente della 3ª commissione Salute, che annuncia un ordine del giorno collegato al prossimo assestamento, per impegnare la giunta all'attivazione del corso di laurea in assistenza sanitaria nelle università di Udine e Trieste.
«L’emergenza covid-19 ha evidenziato l’importanza dei dipartimenti di prevenzione, che stanno compiendo uno sforzo encomiabile e abbisognano di tempestivi rinforzi. Oltre ad assumere subito nuovo personale per contrastare più efficacemente la diffusione dell’epidemia, però, bisogna intervenire anche per garantire un sistema più solido in futuro».
Gli assistenti sanitari, argomenta Conficoni, «sono quelli che in questa fase si stanno occupando anche dei tamponi, del tracciamento, dell'informazione. Il corso di laurea più vicino per la loro formazione è stato attivato dall'università di Padova a Conegliano, una collocazione che, come dimostra l’insufficiente numero di addetti in servizio inferiore alla media nazionale, da anni complica il reclutamento di nuovo personale nella nostra regione, in particolare nelle province di Udine e Trieste. Nei prossimi anni andranno in quiescenza numerosi operatori. Per facilitarne la sostituzione è fondamentale attivare da subito un corso anche in Fvg. Già una volta il centrodestra ha bocciato la nostra richiesta di stanziare in assestamento 210mila euro in tre anni, verso le università di Udine e Trieste. Speriamo in un ripensamento perché le divisioni politiche, su un tema così rilevante, vanno messe da parte. E’ una questione di buon senso per rafforzare il sistema sanitario regionale».